La balena di plastica

7 Maggio 2018

Plasticus. La balena che ci ricorda quanta plastica gettiamo in mare

Il problema dell’inquinamento provocato dalla plastica a mari e oceani è sicuramente uno di quelli che ci vengono ricordati quotidianamente dai notiziari, un problema esteso e apparentemente senza fine, che minaccia giorno dopo giorno la flora e la fauna acquatiche, così come tutto il resto che le circonda.

Ma quali sono le vere dimensioni di questo problema? Un’idea ce la dà Plasticus, la balena di plastica di 10 metri creata dalla campagna “Sky Ocean Rescue – Un mare da Salvare”. La balena pesa 250 kg, che sono l’equivalente della quantità di rifiuti plastici che ogni secondo viene riversata nei nostri mari. E’ stata esposta a Roma in occasione della settimana del National Geographic Festival delle Scienze, in occasione dell’Earth Day che quest’anno aveva proprio come tema centrale quello dell’inquinamento da plastica. Dopo aver viaggiato attraverso il Regno Unito, facendo tappa in numerose località della costa inglese, l’imponente balena arriva a Roma per lanciare il messaggio che con il contributo di ciascuno è possibile lasciare un mare più pulito alle nuove generazioni.

Il monito è che di questo passo, senza un intervento decisivo mirato a risolvere questa situazione, entro il 2050 nei nostri mari ci saranno più plastica che pesci, considerato il fatto che nessuno dei tipi di plastica comunemente usati è biodegradabile. Inoltre, studi hanno dimostrato che tendenzialmente, nel corso degli anni, la percentuale di prodotti plastici scartati e che ora si starebbero accumulando nell’ambiente ammonterebbe al 60% del totale prodotto, contro un 12% di plastica incenerita e un preoccupante 9% di plastica riciclata.

Nei giorni scorsi ha fatto molto scalpore la notizia di una carcassa di capodoglio arenatasi su una spiaggia spagnola: nel suo stomaco sono stati ritrovati 29 chili di rifiuti, per lo più di plastica, tra cui sacchi della spazzatura, reti e persino un tamburo.